Ultima ora di Lorenzo Corengia

 

ULTIMA ORA locandina NEUTRA

 
     SCHEDA SPETTACOLO          
ULTIMA ORA
di Lorenzo CORENGIA
regia: Pinuccio BELLONE
personaggi ed interpreti:
"Harry"   Stefano SANDRONI
le "ombre": 
Gianfranco SAROTTO
Carla LINGUA
 
tecnici / backstage:
Fabrizio ARMANDO
Pinuccio BELLONE
Cristina VIGLIETTA
 
 
scenografia:
Gianfranco SAROTTO
  
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IL TRAILER:  
https://www.youtube.com/watch?v=FascrhvvoiU
LA LOCANDINA:  SCARICA
IL PIEGHEVOLE
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esterno: SCARICA

 

 IL PROGETTO 

L’idea nasce da una serie di studi effettuati sui metodi e le numerose storie di condannati a morte degli Stati uniti d’America. L’esigenza di portare in scena un testo che tratta la pena di morte parte da una storia vera di un Italo-Americano dello stato del Virginia, Rocco Derek Barnabei che nel settembre del 2000 fu condannato a morte per l’uccisione di una ragazza. Pochi anni dopo fu dichiarata la sua innocenza e si venne a scoprire la sua morte era servita semplicemente ad avere un capro espiatorio, in vista delle elezioni governative. Liberamente ispirato a questa storia lo spettacolo non riprende ì fatti realmente accaduti e non si sofferma sull’innocenza o la colpevolezza dell’imputato, ma sul fatto che la giustizia può decidere la vita e la morte di una persona. Come negli Stati Uniti, che ha in realtà un numero molto limitato di condanne a morte, ci sono paesi come l’Iran e la Cina che utilizzano la pena di morte sistematicamente, un fenomeno quindi presente in molti paesi del mondo e per nulla sradicato.

 TRAMA 

È la storia di un condannato a morte. Harry ad un’ora dalla sua esecuzione, che avverrà tramite sedia elettrica, viene lasciato da solo. Riflessioni ad alta voce, deliri e ricordi accompagnano gli ultimi attimi di una vita che dovrà cessare per mano dell’uomo, della società. Colpevole o meno, lo si scoprirà solo alla fine, ma non ha molta importanza. Si cerca di entrare nella psicologia di una persona che conosce con estrema precisione l’ora della sua morte. Un viaggio di un’ora, senza ritorno, che traspira di ricordi: ultimo appiglio alla bellezza della vita.

 NOTE DI REGIA  

Dirigere un monologo teatrale è molto semplice ed è molto complicato allo stesso tempo. Semplice perchè devi lasciare libero l'attore di mettere in scena i sentimenti, le emozioni, gli stati d'animo che derivano dal testo. Complicato perchè devi cercare, il meno possibile, di "arricchire" la sua presenza "nuda e minimalista" con un disegno luci ed un impianto musicale appropriato ed efficace. Quando l'attore si chiama Stefano Sandroni e l'autore è Lorenzo Corengia il tutto, almeno per il regista, diventa veramente molto semplice. La bravura di Stefano e la bellezza del testo di Lorenzo non hanno avuto bisogno di un intervento "pesante".  Al pubblico basta seguire la potenza interpretativa di chi è in scena e la delicatezza con cui, l'autore, ha affrontato questo difficile tema. Io ho cercato, semplicemente, di "colorare" il tutto con un tocco personale senza disturbare più di tanto la bellissima sinergia che si è creata tra scrittura ed esecuzione.  Mi auguro vivamente di esserci riuscito per non "guastare" l'atmosfera che Stefano e Lorenzo hanno saputo creare per questa straordinaria ULTIMA ORA.

 

 PREMI E RICONOSCIMENTI 

 

FESTIVAL ZONA FRANCA 2015 – Vincitore del PREMIO SPECIALE “ MARIO IACHETTI “
MOTIVAZIONE: Per aver trattato un tema di spietata ed inattesa attualità, con forza e vigore, portando in scena il disagio e la follia del protagonista, senza trascendere in giudizi ma attenendosi alla narrazione dei fatti e delle sensazioni. L'attore prende per mano lo spettatore e, in un allestimento registico di luci che accendono le ombre della sua vita, lo accompagna all'interno delle emozioni forti che pervadono la sua anima nei momenti appena precedenti la fine.


PREMIO IL CAMALEONTE III edizione 2015 – Orbassano (TO)
Vincitore come MIGLIOR SPETTACOLO

MOTIVAZIONE GIURIA: Commovente storia di un condannato a morte. Un argomento delicato rappresentato con maestria. Le emozioni trovano un delicato equilibrio tra cruda realtà e poesia.
Messinscena visivamente molto efficace e suggestiva in cui lo scenario opprimente della detenzione diventa spazio della mente e dei pensieri.
Grande prova d'attore per l'interprete che tiene la scena con forza e intensità fino allo svelamento e all'esplosione finale.

 

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