Burguè

 Burguè

Burguè, commedia musicale in due atti e dodici quadri di Giovanni Mellano, ha debuttato la sera del 14 ottobre 2000 nel cinema-teatro della Caserma G.Perotti di Fossano, dove ha replicato per altre sei rappresentazioni da " tutto esaurito"...

Trattasi di un musical liberamente ispirato al Mito di Pigmalione ed all'omonima commedia di George Bernard Shaw, successivamente approdata al cinema con il film Cukor "My fair lady".  Lo spunto è parso opportuno, più che per un lavoro di "rivisitazione" per trasferire sul palcoscenico uno spaccato del Borgo più antico di Fossano, un ritratto della sua antica gente, povera e semplice, rozzamente istintiva ma intelligente, estroversa al massimo e nello stesso tempo profondamente attaccata alle sue radici.  Lo sfondo è quello della crisi economica degli anni 1929/30, di nome Wall Street, che lasciò anche in un piccolo centro di provincia come Fossano il segno della miseria, della fame e di quella disoccupazione che diede inizio al triste esodo verso la grande città ed i paesi di oltre oceano. Su di un colorito campionario di personaggi autoctoni ( pescatori, filatrici, lavandaie, modesti artefici di mestieri ormai scomparsi ) si innesta il mondo sofisticato della vecchia nobiltà locale, quella che abitualmente raggiungeva le residenze fossanesi per la villeggiatura estiva.  E proprio da quel mondo fatto di abiti di lino chiaro, parasoli di pizzo, di "panama" e di paglie di Firenze scaturisce il novello "Pigmalione", il raffinato maestro/mecenate che si prenderà cura di una giovane pescivendola e la porterà via con sè per educarla, istruirla e farla diventare una vera donna di classe, così come in molti casi analoghi a Fossano è realmente accaduto.  Tutta la vicenda non è immune da imprevisti e colpi di scena, per cui si dipana in una serie di situazioni che vanno dal sentimentale allo scherzoso, dallo spregiudicato all'ironico/divertente, salvo lo sbocco all' immancabile lieto fine.

Lo spettacolo impegna una cinquantina di dilettanti, tra attori, attori-cantanti, cantanti-solisti, conduttori e figuranti; alcuni quadri sono in dialetto fossanese, altri in lingua italiana; i testi cantati sono parte integrante del dialogo, scritti sui motivi di canzoni famose degli anni 1930/40, arrangiati dal M° Massimo Ruffinengo per il complesso "Esedra" da lui diretto.
L' ingegnoso impianto scenografico messo a punto per i numerosi e velocissimi cambiamenti di scena è reso suggestivo dai dipinti di Piero Roccia, è opera di Michele Tavella, compartecipante alla regia insieme con l' autore; splendidi i costumi d' epoca di Aurelia e Umberto Mandarino.